Aggiornare l’accordo di sicurezza sociale Italia-Usa: la risoluzione di Nissoli (Fi)

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Aggiornare l’accordo di sicurezza sociale Italia-Usa: la risoluzione di Nissoli (Fi)

ROMA\ aise\ – “Intraprendere, entro giugno 2021, tutte le iniziative a livello bilaterale utili ad avviare il negoziato per l’aggiornamento dell’Accordo di sicurezza sociale Italia-USA, al fine di venire incontro alle necessità dei lavoratori italiani negli Usa che ad oggi non vedono ancora pienamente tutelati i loro diritti previdenziali”. Questo il dispositivo della risoluzione presentata in Commissione Affari Esteri da Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Centro e Nord America.
“La globalizzazione e i cambiamenti sociali ad essa connessi richiedono un adeguamento delle convenzioni internazionali di sicurezza sociale con i Paesi terzi ove rilevata un’obsolescenza che non garantisce un’adeguata tutela previdenziale”, scrive Nissoli nella premessa. “Un fatto di cui ha preso atto anche il Parlamento, nella XVII legislatura, quando fu approvata, dall’assemblea di Montecitorio, il 19 marzo 2015, la mozione sulla previdenza sociale, a mia prima firma, presentata il 30 aprile 2014 e che impegnava il Governo pro tempore ad aggiornare le convenzioni internazionali di sicurezza sociale con i Paesi terzi che risultassero obsolete in seguito ai cambiamenti intercorsi, a garanzia di una più adeguata ed ampia tutela previdenziale”.
“In quest’ottica, – aggiunge la deputata – risulta di particolare importanza aggiornare l’Accordo bilaterale di sicurezza sociale Italia-Stati Uniti del 1973, per ricomprendervi una categoria più ampia di lavoratori che con il passare del tempo sono presenti fuori dal territorio nazionale. Una necessità che è stata rilevata dalla stessa Inps in occasione di incontri pubblici con la comunità italiana negli Usa”.
“Nell’aggiornare la convenzione sopra richiamata del 1973, – ricorda Nissoli – è di rilevante importanza includere nuove figure professionali che si sono spostate dall’Italia negli Usa e, in particolare, gli iscritti all’ex-Inpdap, ora gestita dall’Inps, in maniera da eliminare la disparità di trattamento tra lavoratori pubblici e privati. Infatti, i lavoratori privati usufruiscono di un accordo bilaterale tra Italia e Usa (Social Security Administration statunitense – SSA), mentre i lavoratori pubblici non ne beneficiano; la disciplina della Convenzione in parola, date le mutate condizioni del mondo del lavoro, allo stato attuale, si pone in netto contrasto con l’articolo 3 della Costituzione italiana che sancisce l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Non a caso, la Corte costituzionale, nella sentenza n. 369 del 19 dicembre 1985, richiamava la necessità di emanare norme in grado di garantire ai lavoratori italiani all’estero la stessa tutela previdenziale prevista per i lavoratori occupati in Italia”.
Nella XVII legislatura, Nissoli ricorda di aver avuto “ripetute interlocuzioni con l’allora Governo in carica, nelle quali è stata ribadita l’importanza, riconosciuta dal medesimo Esecutivo, di avviare il negoziato per la modifica dell’Accordo bilaterale di sicurezza sociale Italia-Stati Uniti. Tanto che l’allora Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Gentiloni, il 5 maggio 2016, in risposta ad una mia lettera, affermava che “la revisione dell’Accordo rientra tra quelli considerati prioritari dal Governo”. Inoltre, in occasione dello svolgimento dell’interrogazione presentata dalla firmataria della presente risoluzione al Ministro del lavoro e delle politiche sociali pro tempore Poletti del 22 febbraio 2017, il Governo confermava l’impegno ad avviare il negoziato per la modifica dell’Accordo bilaterale di sicurezza sociale Italia-Stati Uniti”.
E ancora: “nel corso della XVIII legislatura, il Governo, rispondendo all’interrogazione a risposta immediata in commissione (n. 5-00126), da me presentata, ha confermato la volontà “di avviare al più presto il negoziato con gli Stati Uniti d’America”; pur tenendo conto della crisi pandemica nel frattempo intervenuta, – sottolinea, quindi, Nissoli – sarebbe auspicabile ed opportuno non procrastinare ulteriormente l’avvio di una trattativa tanto attesa dai nostri connazionali in Usa, anche attraverso la promozione di iniziative propedeutiche atte ad avviare le trattative per l’aggiornamento di tale Accordo bilaterale”.
Per questo, la parlamentare, con la risoluzione, intende impegnare il Governo “ad intraprendere, entro giugno 2021, tutte le iniziative a livello bilaterale utili ad avviare il negoziato per l’aggiornamento dell’Accordo di sicurezza sociale Italia-USA, al fine di venire incontro alle necessità dei lavoratori italiani negli Usa che ad oggi non vedono ancora pienamente tutelati i loro diritti previdenziali”. (aise)

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