Dibattito parlamentare sulla legge di stabilità:intervento dell’on. Fucsia FitzGerald Nissoli

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Dibattito parlamentare sulla legge di stabilità:intervento dell’on. Fucsia FitzGerald Nissoli

cittadiananza

VIDEO DELL’INTERVENTO DELL’ON. FUCSIA NISSOLI

Signora Presidente, onorevoli Colleghi, Signor Vice Ministro on. Fassina,

ci troviamo a discutere della legge di stabilità mentre osserviamo che i dati recentemente comunicati dall’Istat indicano che la ripartenza dell’economia italiana è ancora debole e che ogni facile ottimismo è fuori luogo. Sicuramente c’è qualche segno di fine caduta, ma gli indicatori dei diversi settori continuano ad essere contrastanti, possono al massimo essere considerati timidamente positivi.  Inoltre, il PIL stimato del +0,7% annuo, per il 2014, è troppo modesto per permettere al Paese di tornare ai livelli pre-crisi cancellando gli effetti della recessione con ricadute significative sul livello dell’occupazione. C’è tanta disperazione in giro per le imprese, tra la gente, ed è un fattore sempre più preoccupante. In quest’ottica, la legge di stabilità è soltanto un inizio per risanare e se non saranno affrontati e risolti definitivamente i problemi strutturali dell’economia e del sistema Italia, non potrà esserci né crescita né ripresa. E’ necessario rilanciare la domanda interna e l’export ed è sicuramente positivo il capitolo inerente il cuneo fiscale. Vogliamo assicurare stabilità politica al Governo per iniziare subito con gli interventi inderogabili. Tuttavia, se si può dire che nel complesso si sta svolgendo un’azione positiva non possiamo essere sicuramente soddisfatti per quanto concerne l’azione del Governo circa gli italiani all’estero.

Signor Viceministro, la voce “Italiani all’estero” ha già subito numerosi tagli in passato, potremmo citare la lingua e cultura italiana, l’assistenza, la mancanza di fondi per le elezioni di Comites e CGIE, per non parlare dei pesanti tagli che la rete consolare ha già subito negli ultimi anni. E’ vero! E’ stato dato qualcosa al Senato, ma non basta e non basta se si vuole ragionare in termini di sistema anche nella prospettiva di Destinazione Italia. Abbiamo colto un piccolo segnale nel fatto che i comuni possono attingere al fondo di solidarietà comunale di 500 milioni di euro per attivare eventuali detrazioni in favore dei cittadini italiani iscritti all’AIRE, ma non basta perché è solo facoltativo dei comuni. Eppure noi eletti all’estero siamo stati costruttivi, disponibili a riflettere sulle priorità da porre in cantiere ma abbiamo registrato molta chiusura. Signor Viceministro, noi rappresentiamo circa 4 milioni e 341 mila cittadini italiani iscritti all’Aire, una vera e propria Regione fuori dai confini nazionali, ma una regione che gode di scarsa considerazione nonostante abbia sempre avuto una attenzione privilegiata per la propria terra di origine nei momenti del bisogno. Siamo cittadini disponibili a contribuire al rilancio del nostro Paese per farlo uscire dalla crisi con i propri investimenti, con il turismo di ritorno ma si è sordi nel non voler riconoscere la parità di trattamento fiscale degli Italiani all’estero, iscritti all’Aire, con quelli residenti in Italia sulla prima casa.

Addirittura abbiamo registrato una chiusura completa anche di fronte a quelle richieste emendative inerenti i carichi familiari e quest’anno per la prima volta non saranno possibili le detrazioni, un passo indietro Signor Viceministro! E chiedo al Governo di rimediare! Abbiamo chiesto di valorizzare l’associazionismo che si occupa di emigrazione ma anche qui: la risposta è stata NO! Lei sa che in politica non è possibile dire sempre No, soprattutto quando le richieste sono ragionevoli e volte al bene comune ed allora date un segnale di attenzione perché la corda, il legame umano e culturale tra le comunità emigrate e l’Italia delle Istituzioni, si sta rompendo.

Nel ringraziare i Colleghi della Commissione bilancio per il lavoro prezioso che hanno svolto, chiedo al Governo di fare un gesto di buon senso, chiedo di  riconoscere che queste comunità sono una grande, seppure silente, ricchezza per l’Italia. Essi potranno essere il vero motore di Destinazione Italia.

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