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Il futuro è telematico ma intanto si potrebbe votare in loco

Alla Camera il seminario sul voto all’estero promosso dall’On. Fucsia Nissoli

ROMA (aise). Il voto per corrispondenza ha dimostrato tutte le sue fragilità e dovrà presto cedere il passo all’evoluzione elettronica. E questo è il momento più propizio per sperimentare tra le comunità all’estero il voto telematico, perché quello, non vi sono dubbi, sarà il futuro del voto tanto per la Circoscrizione estero quanto per l’Italia.

Quando ciò accadrà – intanto si profila il voto in loco – dipende dalla rapidità con cui politicà e società recepiranno gli imput che, pure, sono emersi nel pomeriggio di ieri durante il seminario di studi su “La circoscrizione estero e la riforma del voto all’estero”.

Organizzato dall’on. Fucsia Nissoli, deputata di Scelta Civica eletta in Nord America, l’incontro si è svolto nella Sala della Sagrestia dello splendido e suggestivo Complesso di vicolo Valdina, a due passi da Montecitorio. Presenti,. In qualità di relatori, Renato Balduzzi della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Saverio Ruperto dell’Università La Sapienza di Roma, in passato dirigente del Viminale con delega elettorale ed all’immigrazione, e Marco Mancarella, giurista telematico dell’Università del Salento. Non è riuscitro a partecipare al seminario, perché impegnato nel voto al Senato, il presidente del CQIE Claudio Micheloni.

Il dibattito, moderato da Gianni Lattanzio, è stato comunque ricco di spunti. D’altra parte, come evidenziato da Nissoli nel suo benvenuto al seminario, questo ha inteso offrire una occasione per “riflettere sul futuro della circoscrizione estero in un momento delicato del nostro Paese”, che si appresta ad un cambiamento radicale nell’assetto delle proprie istituzioni. E se si parla di riforme, ha aggiunto Nissoli, non si può prescindere da quella della legge elettorale, in Italia e all’estero.

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1 Comment

  1. Puigi Pugliatti ha detto:

    Sono possibili una serie di soluzioni intermedie che possono garantire , comunque un elevato grado di trasparenza ed affidabilità, ilo voto elettronico non è il futuro ma è già realtà ampliamente diffusa anche in Italia . L’augurio è che la politica non si ritrovi a dover negare un fondamentale diritto costituzionale perchè non farà in tempo ad assumere decisioni così come avvenne qualche mese addietro con gli studenti Erasmus ! Purtroppo non ho avuto modo di partecipare al seminario ma siamo disponibili a discutere sulle varie ipotesi di soluzioni adottabili e rispondere positivamente alle istanze partecipative e di trasparenza sempre più evidenti

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